domenica 7 novembre 2010

Il caso dell’uomo dei lupi. Teatro Dehon


Dramma psicanalitico liberamente ispirato
all’omonimo referto clinico di Sigmund Freud

11 novembre 2010 - ore 21

Teatro Dehon, via Libia 59, Bologna

scritto da Claudio Beghelli
con Giulio Pizzirani e Nicola Bortolotti
regia: Giulio Pizzirani
scenografia e disegni sono di Lolita Timofeeva
musiche originali, suono e luci Matteo Cincopan
animazioni grafiche di Massimiliano Bartoloni
tecnico proiezionista Davide Savaidis

domenica 24 ottobre 2010

Ricordando Mario Luzi


                                                      HOMO OBSCURUS VATES (particolare), 2001, tecnica mista
Ieri, il 23 ottobre, nella biblioteca di San Pietro in Casale (BO) intitolata con il nome di Mario Luzi è avvenuta la presentazione del libro “Avventura della dualità” edito nel 2003 da Giubbe Rosse di Firenze. È una raccolta di poesie proprio di Mario Luzi dedicata alla figura femminile e da me illustrata.

È stato bello ricordarlo e ho pensato di essere stata veramente fortunata ad incontrarlo sul mio percorso e di aver potuto entrare nel suo universo.

È stata un’esperienza che mi ha arricchita moltissimo: oltre all’umanità donatami dal professor Luzi con la sua amicizia, ho studiato profondamente la sua opera per poter appropriarmi dei suoi significati più reconditi, per tradurli poi, in disegni.

Ci siamo incontrati con una certa frequenza per realizzare questo libro.
Ma i nostri incontri non erano oggettivi, erano incontri con i fantasmi e con immagini sognate. Sia quando commentavamo le sue poesie e i miei disegni man mano che li realizzavo, sia quando facevamo passeggiate su Lungarno o a Pienza, dove si trasferiva d’estate. Era come fossimo avvolti da un velo fatto da un misto di questa nostra disposizione all’immaginario, al sogno, al sensibile e al soprasensibile.

                                                        Firenze, 2001, in visita alla mia mostra “Maledetti toscani”

Mi diceva che questo progetto gli faceva rivivere il momento in cui lui scrisse il “Quaderno gotico”, perché il nostro libro a questo si riferiva inizialmente, poi è stato arricchito con altre sue poesie più tarde, le quali sono diverse dal “Quaderno gotico”, ma non sono discordi.

Ricordo che alla mia domanda sul titolo del “Quaderno gotico” mi rispose:
“non c’è una storia di un titolo poetico che si possa discriminare logicamente”.
Mi descrisse quel periodo storico tra la fine del 44 e l’inizio del 45, quando la Linea gotica era poco al di sopra di Firenze, immediatamente sull’Appennino. Questa è stata una delle ragioni che lo hanno indotto ad usare la parola “gotico”. Ed era gotica anche quella specie di ascesi che lui sentiva. Mi disse che in quel momento aveva un bisogno disperato di esprimere amore, un bisogno di ipotizzare un amore totale che veniva dal dopo di quell’esperienza dissolutiva su tutti i piani che è stata la guerra. E da lì è riemerso il “Quaderno gotico” in uno slancio verticale, e quindi gotico nella sua immaginazione formale.

In questo testo c’è il sì e il no, il reale e il surreale. C’è l’incontro e anche la separazione. C’è qualcosa che rimane impenetrabile anche nella passione più pura, più profonda. E c’è qualcosa che può sublimare la dualità in una unità.

Abbiamo spesso parlato della dualità che è  il dramma del mondo che si ripercorre in tutte le esperienze umane, in tutti i temi che la mente umana possa affrontare. Il bene e il male. Si ripercorre anche in tutta l’opera di Mario Luzi penetrando ovunque, anche nella più intima passione.

Un giorno mi citò la prima lettera di San Giovanni che dice: gli uomini scesero dalle tenebre. “Quindi la coesistenza del bene e del male nel mondo c’è. Il male esiste”, mi disse e poi aggiunse con la serenità forzata: “è difficile arrivare ad ammettere questo, ma credo che bisogna arrivarvi. E io vi sono arrivato…” Sono rimasta folgorata.
                                                                     Pienza, 2002

Firenze è una città misteriosa che attrae le persone dai mondi lontani. C’è evidentemente una sorta di segreto richiamo in questa città per tutto ciò che vi è stato. Ci sono tante cose che mi legano a Firenze, ma quella che più mi commuove è di aver potuto amarla insieme al grande Mario Luzi, di aver potuto condividere con lui una storia molto fiorentina, perché questo libro lo sento proprio intrinseco alla città di Firenze.

La vita è curiosa. Quando studiavo il Rinascimento italiano, Firenze era meta preferita dei miei sogni, la conoscevo nei minimi particolari. Solo sui libri, naturalmente! Erano anni di cortina di ferro e ci era proibito viaggiare in occidente. Avevo letto le storie di vita di Michelangelo, di Leonardo, di Cellini e con l’immaginazione mi trasferivo nella loro epoca passeggiando in loro compagnia per le vie di Firenze. E quando vi sono finalmente arrivata, non potevo di certo incontrare questi grandi artisti, ma in compenso sono stata accolta da un grande poeta, Mario Luzi.
Ho pensato che a volte la realtà supera la fantasia…
                                                        Firenze, 2003, alla festa di compleanno di Mario Luzi  

sabato 23 ottobre 2010

Per ricordare Mario Luzi



sabato 23 ottobre 2010 ore 15.30
sala emeroteca Biblioteca “Mario Luzi”
a San Pietro in Casale (Bologna)


Presentazione del libro
”L’avventura della dualità”
 poesie di Mario Luzi illustrate
 da Lolita Timofeeva
Giubbe Rosse, 2003


Pia Di Molfetta leggerà alcune poesie
Angelo Pastorini eseguirà brani scelti al pianoforte


Dal 4 al 31 ottobre la sala emeroteca ospiterà le opere di Lolita Timofeeva ispirate alle poesie di Mario Luzi.

mercoledì 18 agosto 2010

martedì 10 agosto 2010

Nuove creature


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  Ecco le creature che stanno nascendo nel mio nuovo studio estivo in mezzo alla natura.

lunedì 28 giugno 2010

Lucca. La facciata della Chiesa di San Francesco restaurata

 



Ce l’abbiamo fatta! Venerdì 25 giugno è stata inaugurata, dopo il restauro, la facciata della Chiesa di San Francesco a Lucca. È una bella soddisfazione vederla risplendere come fosse il volto illuminato da un sorriso e pensare che ciò è dovuto, in parte, anche al mio contributo.
Il 7 marzo di quest’anno a Lucca si è svolta l’'asta di beneficenza "Arte per l'Arte. Arte per la solidarietà” che ha coinvolto 47 artisti e che ha permesso di raccogliere la cifra di 45.000 euro.
In meno di quattro mesi l’efficienza dei lucchesi ha riportato al biancore abbagliante la pietra ingrigita dal tempo.
L’inaugurazione organizzata da Lions Club è stata solenne, la cena in villa Guinigi – raffinatissima, lucchesi – elegantissimi, noi artisti molto meno.
Il giorno dopo ho esplorato altre chiese e ho vagato per le vie di Lucca immaginandomi un po’ lucchese. Posso dire che una parte del mio cuore è rimasta in questa città senza traffico e senza tempo. Dopo aver fatto il bagno immaginario nelle terme romane, dopo essermi sdraiata accanto a Ilaria e dopo aver fatto un giro a cavallo con San Martino, anche la stravaganza degli accappatoi bianchi delle due signore olandesi a colazione in albergo, mi è parsa come una visione deliziosamente candida di quella giornata.

L’asta"Arte per l'Arte. Arte per la solidarietà” a cura di Maurizio Vanni e Linda Giusti, è stata organizzata dal Lions Club Lucca Le Mura in collaborazione con il Lu.C.C.A, è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Lucca e della Camera di Commercio di Lucca, e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Gli artisti che hanno aderito all’iniziativa sono:
Valerio Adami, Gianfranco Asveri, Christian Balzano, Vasco Bendini, Antonio Biancalani, Gabriele Buga Buratti, Adriano Buldrini, Carlo Cane, Karina Chechik, Sandro Chia, Antonella Cinelli, Enzo Cucchi, Elio De Luca, Pino Deodato, Danilo Fusi, Giuliano Ghelli, Piero Gilardi, Alessandra Giovannoni, Marco Grassi, Fabio Inverni, Jannis Kounellis, Julia Landrichter, Salvatore Magazzini, Giuseppe Migneco, Claus Miller, Fernanda Morganti, Francesco Nesi, Luciano Ori, Mimmo Paladino, Gioni David Parra, Mauro Patrini, Bruno Pedrosa, Fiorella Pierobon, Piero Pizzi Cannella, Bruto Pomodoro, Rudy Pulcinelli, Eugenio Riotto, Massimo Sansavini, Tina Sgro', Paolo Staccioli, Nello Taverna, Lolita Timofeeva, Giuliano Tomaino, Nino Ventura.

lunedì 14 giugno 2010

Video. Teatro. Il caso dell’uomo dei lupi.

Un dramma psicoanalitico ispirato all’omonimo referto clinico  di Sigmund Freud.

Autore: Claudio Beghelli
Freud: Giulio Pizzirani
Sergej: Nicola  Bortolotti
Regia: Giulio Pizzirani
Scenografia e disegni: Lolita Timofeeva

sabato 5 giugno 2010

“IL CASO DELL’UOMO DEI LUPI” DI CLAUDIO BEGHELLI CON GIULIO PIZZIRANI E NICOLA BORTOLOTTI

di Elisabeth Thatcher
 
(foto di Davide Savaidis)


Lo possiamo chiamare “Il Teatro del Pensiero”.
A Bologna, presso il Teatro “Club di  Fantomas” fondato da Giorgio Celli è stato  rappresentato nei giorni 10, 14 e 15 maggio il dramma “Il caso dell’uomo dei lupi” di Claudio Beghelli.
Il giovane drammaturgo ha realizzato un testo teatrale ispirato al caso clinico più celebre di Sigmund Freud, perfettamente adattandolo alle esigenze del palcoscenico.
Il dramma, conturbante e pieno di tensioni, si è avvalso dell’interpretazione di due affermati attori: Giulio Pizzirani (anche regista), e Nicola Bortolotti.
Ricordiamo la lunga e ricchissima carriera di Giulio Pizzirani, per brevità: le importanti collaborazioni con Glauco Mauri, Maurizio Scaparro, Giancarlo Sepe e moltissimi altri grandi nomi della scena italiana; oltreché diverse partecipazioni a pellicole di Pupi Avati.
Nicola Bortolotti già allievo di Luca Ronconi alla Scuola del Teatro Stabile di Torino.
L’essenzialità dei gesti, il minimalismo del allestimento e l’eccellente interpretazione hanno contraddistinto questo lavoro, esaltando il dramma delle elucubrazioni mentali a sfondo sessuale del paziente Sergej, stimolato da Freud nella ricostruzione dei fatti accaduti nel periodo della sua prima infanzia.
In occasione dell’anteprima il Prof. Stefano Bolognini, Presidente della Società Italiana di Psicoanalisi ha espresso il suo apprezzamento per il valore scientifico di questo lavoro teatrale e per la capacità di incuriosire e avvicinare lo spettatore al labirinto tortuoso della psicoanalisi, sottolineando la perfetta resa scenica del complesso materiale psicoanalitico trasformato in materiale narrativo e arricchito con le straordinarie immagini oniriche proiettate.
I disegni e la scenografia sono stati realizzati dall’artista lettone Lolita Timofeeva. Intelligegte e stravagante è stata l’idea di mettere il lettino da psicoanalisi in verticale. Sobrio ed elegante il resto dell’allestimento, giocato sulle sfumature e trasparenze.

mercoledì 19 maggio 2010

IL CASO DELL’UOMO DEI LUPI - Fotoreport

di Claudio  Beghelli. Con Giulio Pizzirani  e Nicola  Bortolotti.

Per chi non è potuto venire, ecco alcune delle foto sceniche, scattate da Davide Savaidis.

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Lolita

venerdì 14 maggio 2010

Inaugurazione della mostra “Corpus Hermeticum” alla “Tifana Gallery” di Riga.

Tifana Con la direttrice della galleria “Tifana” Ilze Kuishele
La fine di aprile in Lettonia è stata piuttosto bizzarra quest’anno. Sembrava di vivere le quattro stagioni: è piovuto, ha nevicato, ha grandinato, ci sono state giornate annuvolate,  ma si è visto anche un po’ di sole. La temperatura massima è stata di 14 gradi!
Nonostante  questi inconvenienti climatici, all’inaugurazione il 27 di aprile è venuta tantissima gente. Per fortuna la galleria ha un piccolo cortile interno dove i visitatori potevano prendere una boccata d’aria fresca.
Erano presenti: il Professore Janis Andris Osis, ex rettore dell’Accademia e mio maestro con la signora Valda, la direttrice del Foreign Art Museum di Riga Daiga Upeniece, alcuni giornalisti, artisti, imprenditori, collezionisti e naturalmente amici e parenti.
Un ospite esotico, a Riga per un convegno, ha fatto lettura del mio lavoro in chiave di filosofia indiana.
Foto di Ilze Kuishele:
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1) Con il professore Janis Andris Osis, ex rettore dell’Accademia e la sua signora
2) Con la direttrice del Foreign Art Museum di Riga Daiga Upeniece
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3) Con i giornalisti di una trasmissione televisiva
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4) Con i giornalisti di un programma radiofonico con un ospite esotico
5) Con amici
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6) Industriale Jurij Danilko (sulla destra) con un amico
7) Con il piccolo Daniels che non ama farsi  fotografare
Lolita

domenica 9 maggio 2010

La mia scenografia per “Il caso dell’uomo dei lupi” di Claudio Beghelli

disegno_di_Lolita_Timofeeva TEATRO E PSICOANALISI                                                   con Giulio Pizzirani e Nicola Bortolotti

 

 

 

 

 

 

 

PRIMA ASSOLUTA

L’Associazione culturale Club di Fantomas invita pubblico e stampa ad assistere al debutto di un nuovissimo spettacolo teatrale, liberamente ispirato ad un celebre caso clinico di Sigmund Freud:

Lunedì 10, Venerdì 14 e Sabato 15 Maggio 2010, alle ore 21,  presso il Teatrino di Fantomas, in vicolo Vinazzetti 1, a Bologna (zona universitaria) andrà in scena per la prima volta

Il caso dell’uomo dei lupi

un dramma inedito di Claudio Beghelli con Giulio Pizzirani e Nicola Bortolotti e con la partecipazione di Paola Travaglini

Regia: Giulio Pizzirani

Scenografia e disegni: Lolita Timofeeva

Musiche originali, suono e luci: Matteo Cincopan

Animazioni grafiche: Massimiliano Bartoloni

Tecnico protezionista: Davide Savaidis

Due valorosi e affermati professionisti del teatro quali Giulio Pizzirani (della sua lunga e ricchissima carriera di interprete ricordiamo, per brevità: le importanti collaborazioni con Glauco Mauri, Maurizio Scaparro, Giancarlo Sepe e moltissimi altri grandi nomi della scena italiana; oltreché diverse partecipazioni a pellicole di Pupi Avati) e Nicola Bortolotti (già scritturato da registi del calibro di Luca Ronconi e Saverio Tedesco, per citare solo alcuni dei suoi lavori), hanno accettato la scommessa di allestire “Il caso dell’uomo dei lupi”, un dramma psicanalitico, liberamente ispirato all’omonimo referto clinico di Sigmund Freud, scritto da Claudio Beghelli, giovane drammaturgo e sceneggiatore emergente. Scenografia e disegni di Lolita Timofeeva.

Così l’Autore presenta questo suo insolito esperimento teatrale, commissionatogli dal Prof. Giorgio Celli:

“Un teatro non è un’aula di università, e dunque non è il caso di tenervi lezioni o conferenze; e la sfida, la difficoltà maggiore, per me, – a parte l’accurato lavoro preliminare di documentazione – è stata proprio questa: trovare il modo di realizzare, a partire dal saggio di Freud, un racconto scenico autonomo che, pur conservando un intento dichiaratamente didattico e divulgativo, non perdesse di vista  quello che, da sempre, è il fine principale del teatro: emozionare, e – perché no? – divertire tanto lo spettatore che abbia una certa consuetudine con la letteratura psicanalitica, quanto chi Freud l’abbia appena sentito nominare.

È evidente che, per trasformare il contenuto teorico della relazione freudiana nel materiale narrativo di un dialogo destinato alla messa in scena, ho dovuto  operare, sui testi originali, massicci tagli e, per ragioni di ritmo e di sintesi, numerosi altri interventi di rielaborazione, adattamento e riduzione. E, pur rispettando sempre le fonti bibliografiche e scientifiche, qua e là, ho integrato il resoconto clinico con alcune invenzioni ed ipotesi, per dir così, romanzesche: allo scopo di renderlo più avvincente e interessante dal punto di vista drammaturgico: più teatralizzabile, insomma.

Se dovessi collocare il mio dramma nel panorama della drammaturgia contemporanea, direi che “Il caso dell’Uomo dei lupi”, con la sua struttura programmaticamente a-temporale, le sue improvvise deviazioni oniriche, ed il continuo alternarsi e sovrapporsi del registro pedagogico con quello narrativo, si colloca nella direzione di un teatro antinaturalista, concettuale e filosoficamente avvertito, che cerca di realizzare, sul palcoscenico, un possibile equinozio tra la dialettica sartriana e il dépaysement  dei surrealisti, l’estraniamento di Brecht e la lucidità ossessiva di Bernhard.”

Sito internet: www.clubdifantomas.it

giovedì 6 maggio 2010

TIFANA ART GALLERY

foto_by_Ilze_Kuishele_12 (photo by Ilze Kuishele)

La Galleria "Tifana" è stata fondata nel 1998 e ha la sede in un antico palazzo nel cuore del centro storico di Riga. Le sue attività sono basate soprattutto sul lavoro di artisti lettoni.

Il programma espositivo della galleria comprende il periodo a partire dall'inizio degli anni 20 del secolo scorso fino ai giorni nostri. In questo modo i visitatori possono avere una visione esauriente della storia dell’arte figurativa in Lettonia.

Galleria d'arte "Tifana" è attenta anche alla ricerca di nuove tendenze e organizza mostre d'arte contemporanea non solo di artisti lettoni affermati ma anche di giovani che si sono appena laureati all'Accademia delle Belle Arti.

Di tradizione è un evento importante di ricorrenza annuale - la mostra dei vecchi maestri, la quale illustra l’arte lettone del periodo a partire dall'inizio del secolo scorso fino al periodo chiamato “SOVIET TIME”.

lunedì 3 maggio 2010

Alķīmija – nebeidzamie meklējumi

riflessioni_ermetiche_42 Senais izteiciens nosce te ipsum nozīmē – iepazīsti pats sevi nevis no reliģiskās vai mistiskās, bet gan no intensīvi introspektīvās puses.
Un tieši tā ir alķīmijas un hermētiskās domāšanas patiesā nozīme. Alķīmija nepiedāvāja atrisināt ar ķīmiju saistītu, bet gan garīgu problēmu, kaut arī daži kaismīgi eksperimentētāji bija pārpratuši tās pamatjēgu, parastos metālus mēģinot pārvērst zeltā. Bet parastais metāls, par kuru runāja, nebija nekas cits kā cilvēka prāts. Par alķīmijas zeltu uzskatīja Merkura gudrības zeltu, kam nebija nekāda metāla piejaukuma jeb samaitātas domāšanas. Otrs termins, ko izmantoja zināšanu apzīmēšanai, ir filozofu akmens.

riflessioni_ermetiche_43Vārds hermētisms neapzīmē noslēgtību, aizbāzni, zīmogu, kas liedz gaisa piekļuvi, kaut arī daļa alķīmiķu uzskatīja, ka, lai nonāktu līdz filozofu akmenim, daži noslēpumi jātur hermētiski noslēpti. Ar terminu hermētisms definē filozofiskās domas formu, izjūtu un dzīves veidu, kura saknes ietiecas Senajā Ēģiptē un kurš vēlāk, iespaidojoties no grieķu klasiskās civilizācijas, pavēra ceļu pārdomām, kas aizsāka plašu filozofiska un teoloģiska rakstura darbu radīšanu, tā dēvēto Corpus Hermeticum. Ir runa par virkni Bizantijas laikmeta kopā savāktiem un sakārtotiem tekstiem, kas, iespējams, izvēlēti to filozofiskās iedvesmas un doktrīnu, kurās ir kristietības kultūras elementi, saskaņas dēļ. Hermētisko tekstu piedāvātā pamatideja ir visa vienotība, uz kuras balstījās holistisks realitātes redzējums.

riflessioni_ermetiche_51

Senajam grieķu dievam Hermejam atbilst ēģiptiešu Tots un latīņu Merkurs. Mēģinot radīt baznīcas liturģiju, romiešu rituālā tika ieviesti daudzi pagānu rituāli un simbolismi, kas parāda mūžīgās patiesības. Tātad antīkā mitoloģija ir kā milzīga teoloģiskā enciklopēdija, kurā dievības atspoguļo dabas spēkus un enerģiju. Hermejs, sūtnis starp dievībām un cilvēku, ir saikne starp dabas noslēpumu un cilvēka sapratni; kristiešu reliģijās tas atbilst Svētajam Garam. Šīs mūžīgās patiesības veido tā dēvēto arhetipisko pasauli, proti, kolektīvo atmiņu, kura ir kaut kas tāds, ko zemapziņas un ģenētiskā līmenī atpazīst visi.

Māksliniekam, kurš ķeras pie alķīmijas simbolu nozīmēm, šī tēma, kā tas ir manā gadījumā, var pārtapt nebeidzamos meklējumos.

Lolita

 

sabato 1 maggio 2010

Alchimia – una ricerca infinita

riflessioni_ermetiche_42 L’espressione molto antica “nosce te ipsum” significa conosci te stesso da un punto di vista non religioso, né mistico, ma intensamente introspettivo.

Ed è proprio questo il vero senso dell’alchimia e del pensiero ermetico.

L’Alchimia non si proponeva di risolvere un problema chimico bensì spirituale, anche se alcuni avidi sperimentatori fraintesero il senso fondamentale, cercando di convertire i metalli vili in oro, ma il metallo vile di cui si parlava non era altro che la mente dell’uomo. Per l’oro alchemico si intendeva l’oro dell’Intelligenza Mercuriale privata di ogni impurità metallica, ovvero del pensiero corrotto. Un altro termine che si usava per definire la conoscenza era la pietra filosofale.

riflessioni_ermetiche_43 La parola “ermetismo” non definisce una chiusura, un tappo, un suggello che impedisca il passaggio dell'aria, anche se una parte degli alchimisti ritenevano di dover tenere ermeticamente nascosti certi segreti per arrivare alla pietra dei filosofi. Con il termine “ermetismo” si definisce una forma di pensiero filosofico, un modo di sentire e di vivere che affonda le sue origini nell’antico Egitto e che in seguito, contaminandosi con la civiltà greca classica, ha aperto la strada a riflessioni e a vaste produzione di carattere filosofico e teologico, raccolte nel così detto Corpus Hermeticum. Si tratta di una serie di testi raggruppati e ordinati in età bizantina, scelti probabilmente per la loro ispirazione filosofica e l’assonanza delle dottrine presentate con gli elementi della cultura cristiana. L’idea fondamentale proposta dai testi ermetici è quella dell’unità del tutto, sulla quale si fondava una visione olistica della realtà.

riflessioni_ermetiche_51 A Ermete, antico dio greco, corrispondono Thot egizio e Mercurio latino. Nel tentativo di creare una liturgia della Chiesa, molti riti e simbolismi pagani, indicanti le verità eterne, furono introdotti nel Rituale Romano, quindi l'antica mitologia è come fosse un’enorme enciclopedia teologica nella quale le divinità rispecchiano le forze e l'energie della Natura. Ermete, ambasciatore tra le divinità e l'uomo, rappresenta il legame tra il mistero della Natura e la comprensione umana; nelle religioni cristiane corrisponde allo Spirito Santo. Queste verità eterne costituiscono il così detto mondo archetipico, cioè la memoria collettiva, un qualcosa riconoscibile da tutti a livello inconscio e genetico. 

Per un’artista che si approccio all'interpretazione dei simboli alchemici, come nel mio caso, l'alchimia può diventare una ricerca infinita.

Lolita

martedì 27 aprile 2010

Alķīmiskais simbolisms manos meklējumos

Hermētisko tekstu lasīšana bija apgaismojoša. Tā noteica mana prāta sava veida pārveidošanos, iepazīstot pašai sevi, tā bija kaut kas līdzīgs pašanalīzei, kas mani noveda pie apziņas dot priekšroku sapņu, murgu un halucināciju tēliem. Mēģinu atklāt patiesās saiknes starp lietām, izmantojot intuitīvu, nevis racionālu pētīšanas metodi.

riflessioni_ermetiche_1     riflessioni_ermetiche_2

Kad es strādāju, cenšos attālināties no sava laika kultūras un pievēršos atšķirīgas poētiskas valodas meklējumiem, kura būtu cik vien iespējams abstrakta un atrauta no realitātes: šis zīmējumu cikls patiešām ir ārpus konkrēta vēsturiski kulturāla konteksta un tiecas uz nozīmju universalizāciju un abstraktumu.

riflessioni_ermetiche_7     riflessioni_ermetiche_8

Es atveidoju īstenību, izmantojot ideju analoģijas un asociācijas. Un elementu, kuri pieder pie nozīmes pretējām dimensijām un kuri parasti nekad netiktu sasaistīti kopā, tuvināšanas brīdī tēli man šķiet sarežģīti, divdomīgi un neskaidri, bez vienas un skaidras jēgas, lielākajai daļai nesaprotami. Tie mani pārsteidz un tādējādi kļūst par „atvērtiem” tēliem.

Cilvēka prāts ir bezgalīga atmiņu un sajūtu krātuve, personīgās zemapziņas un vēsturiskās atmiņas neizpētāma mājvieta. Ikviens no mums ir apveltīts ar spēju brīvi interpretēt tēlus, izmantojot personīgo simboliku, kas var mūs novest pie universālo ideju nezināmā centra meklējumiem.

Lolita

Il simbolismo alchemico nella mia ricerca

La lettura dei testi ermetici è stata illuminante, ha determinato una specie di trasmutazione della mia mente attraverso la conoscenza di me stessa, è stata una specie di autoanalisi che mi ha portato alla consapevolezza nel privilegiare le immagini del sogno, dell’incubo, dell’allucinazione. Avvalendomi di un metodo investigativo non razionale ma intuitivo cerco di scoprire i legami veri tra le cose.

riflessioni_ermetiche_1     riflessioni_ermetiche_2

Quando lavoro tendo ad allontanarmi dalla cultura del mio tempo e mi impegno nella ricerca di un diverso linguaggio poetico, che sia il più possibile astratto e disgiunto dalla realtà: questo ciclo di disegni infatti, è fuori da un contesto storico-culturale concreto, e tende all’universalizzazione e all’astrattezza dei significati.

Interpreto la realtà mediante l’uso di analogie e di associazioni di idee. E nel momento dell’avvicinamento tra i fattori che appartengono a opposte dimensioni di significato, e che normalmente non verrebbero mai legati insieme, le immagini mi appaiono complesse, ambigue, oscure, prive di un senso unico e chiaro, incomprensibili ai più e mi sorprendono, diventano così immagini “aperte”.

riflessioni_ermetiche_7     riflessioni_ermetiche_8

La mente umana è un serbatoio immenso di ricordi e sensazioni, sede inesplorabile dell’inconscio personale e della memoria storica. Ognuno di noi è dotato di capacità  di una libera interpretazione delle immagini attraverso una simbologia personale che può condurci alla ricerca del centro ignoto delle idee Universali.

Lolita

lunedì 26 aprile 2010

CORPUS HERMETICUM. Tifana Art Gallery. RIGA

riflessioni_ermetiche_33

Prieks Jus uzrunat ,lai aicinatu ienakt makslas galerija "TIFANA"- 27 APRILI,2010, lai tiktos ar makslinieci Lolitu Timofeevu personalizstades "Corpus Hermeticum" atklasana.

No plkst .18.00-21.00 "  Cilveka apzinas diferencesanas procesu pavada nepartraukta pareja vai kustiba no mitiskas izteles uz simbolisku reprezentaciju." /   fragm. no Roberta Muka gramatas "Cela uz Rietumu nirvanu caur Latviju"/

P.S. simbols-maksliniecisks tells,kas izteic kadu ideju.
Ar cienu makslas galerijas vaditaja Ilze Kuisele
www.tifanagallery.com, e mail tifana@one.lv +371 29196061 RIGA, JANA iela N16.
Izstade bus apskatama lidz 1 julijam.

Lolita