venerdì 28 aprile 2017

Giorgio Guazzaloca. Sindaco-macellaio, orgoglioso di esserlo

Ritratto di Giorgio Guazzaloca 
dipinto da Lolita Timofeeva 

di e.m.  (da Kengarags)                                                                                      
Se ne andato mercoledì scorso Giorgio Guazzaloca, il primo sindaco non comunista di Bologna la “rossa”.
Il macellaio agli esordi della sua carriera, entrò nella storia nel 1999 quando vinse a sorpresa le elezioni, sfidando il monopolio comunista del capoluogo emiliano durato 54 anni. Un bolognese DOC, non diventò mai un “uomo del partito” pur essendo sostenuto dal centrodestra.
Amava Bologna ed era ricambiato dalla sua gente. Era stimato anche dagli avversari politici, tanto è che nel 2001 un gruppo, prevalentemente diessini o ex, gli fece un regalo particolare: commissionarono all’artista lettone Lolita Timofeeva il ritratto del primo cittadino. Il gesto provocò contrasti nel ambiente politico.
Si legge su il Resto del Carlino del 7 febbraio: “Ma che quadro divertente e - temiamo - per nulla malizioso, quello che hanno regalato ieri a Guazzaloca, per il 57esimo compleanno, gli amici della briscola. Amici storici, una nutrita pattuglia di vecchie glorie uscite quasi tutte, diritte sparate, da vent’anni e passa di storia del Pci bolognese. E già su questo si potrebbe tratteggiare tutto un mondo di consuetudini, legami e frequentazioni capace di inceppare i  fegati del intero centrodestra”.
Ma il gesto suscitò polemiche anche nella sinistra.
L’autrice della tela Lolita Timofeeva racconta:

- Al primo appuntamento con il sindaco scattai tante foto nel suo ufficio e mentre mi donava un libro sulla storia dei macellai di Bologna, intuì l’orgoglio nel suo commento, rimasi colpita. Tornai nel mio studio e sfogliando il volume vidi il quadro di Carracci “La bottega del macellaio”, così decisi di inserire nel mio dipinto il quarto di bue. Quando comunicai questa mia idea al gruppo dei committenti, fui criticata: “Devi rispettare il sindaco”. Tornai al Palazzo D’Accursio  per sentire da Guazzaloca: “Sono fiero di essere un macellaio. Proceda pure”.
So che era affezionato a questa sua immagine, teneva sempre il ritratto nel suo ufficio.

Oggi nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio è stata allestita la camera ardente con il picchetto d’onore. Domani alle 10.00 – la messa nella Cattedrale di San Pietro per ultimo saluto. Per la stessa giornata il sindaco Verginio Merola ha proclamato lutto cittadino.

Il gruppo di persone che festeggiarono Giorgio Guazzaloca
 nel 2001insieme alla pittrice con il ritratto sullo sfondo 

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